Il rapporto insegnante-alunno

The teacher-pupil ratioUna cosa della quale tutti sono ormai consapevoli è il fatto che per uno studente diventa sempre più difficile vedere di buon occhio l’insegnante. Bisogna instaurare da subito un rapporto di fiducia e reciproco rispetto, in modo da riuscire a portare avanti ogni situazione nel modo più sereno possibile.

C’è da ricordare però che l’essere umano è la specie più complicata in assoluto e spesso non è semplice riuscire a plasmare il proprio carattere per accontentare gli altri.

Prima di tutto, l’insegnante deve sapere come comportarsi, deve pretendere rispetto assoluto (oltre che darlo) e deve sapersi adattare alle mode e agli slang del momento (per farla facile). Deve saper creare un ambiente sano, in cui non vige la costrizione, ma solo il piacere di stare insieme. La relazione umana tra alunno e docente è forse tra le situazioni più difficili da spiegare. Non c’è un manuale scritto su come ci si deve necessariamente regolare: tutto discende dal proprio carattere e dalla voglia di mettersi in gioco.

Un insegnante deve prendersi il merito e la colpa, deve lasciare e accompagnare dolcemente lo studente fino alla fine del suo anno. Lo studio per certe materie magari aiuta anche a entusiasmare gli animi dei giovani, ma non sempre tutti sono propensi. Si trova lo studente che ha molta voglia di studiare la storia, come quello che è affascinato dalla matematica, come chi, fondamentalmente, non ha voglia di far niente. Ed è proprio sull’ultimo che si deve insistere di più, perché non esiste davvero lo studente non portato per lo studio: si tratta semplicemente di trovare la chiave per coinvolgerlo. Serve davvero abbracciare ogni ambito per rendere lo studio molto più attraente agli occhi di individui così – un approccio che funziona anche per gli allievi che invece non hanno così bisogno di essere stimolati.

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